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Riscaldamento globale: la circolazione oceanica nell’Atlantico potrebbe essere meno influenzata del previsto

Riscaldamento globale: la circolazione oceanica nell'Atlantico potrebbe essere meno influenzata


La circolazione oceanica nell’Atlantico favorisce un clima mite in Europa

Tra gli effetti del riscaldamento globale, uno dei più importanti è sicuramente la modifica delle correnti oceaniche, in particolare nell’Atlantico. Attualmente, le acque di questo oceano sono soggette a un’intensa miscelazione, che incorpora correnti profonde e superficiali. Questa circolazione oceanica su larga scala è chiamata termoalina. È infatti causato dalle forti differenze di salinità e temperatura dell’acqua che esistono tra le diverse regioni del globo. Queste variazioni di temperatura e salinità inducono contrasti di densità che assicurano il funzionamento di grandi celle convettive.

In superficie troviamo acqua salata, riscaldata nell’Atlantico meridionale. Salendo verso nord, queste acque superficiali diventeranno via via più dense, per il raffreddamento delle temperature atmosferiche ma anche per il notevole apporto di acqua dolce dallo scioglimento dei ghiacci delle regioni polari. Nel Mare del Nord e nel Labrador, questo strato d’acqua superiore può quindi diventare più denso dello strato d’acqua inferiore, nel quale inizierà ad affondare. Le correnti profonde condurranno poi questa massa d’acqua verso sud, dove una parte risalirà, in particolare nell’Oceano Antartico.

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Mappa che mostra la corrente oceanica che attraversa il Nord Atlantico, con l’evoluzione della temperatura. Le curve solide rappresentano le correnti di superficie, le curve tratteggiate rappresentano le correnti profonde © R. Curry, Woods Hole Oceanographic Institution/Science/USGCRP, Wikimedia Commons, CC BY 3.0.

Questo grande anello oceanico che trasporta acqua calda nell’Atlantico settentrionale ha un forte impatto sul clima di questa regione. Questo trasporto di calore assicura infatti un clima piuttosto mite ai paesi dell’emisfero settentrionale che si affacciano sull’Oceano Atlantico, ed in particolare a quelli dell’Europa occidentale.

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Lo scioglimento del ghiaccio influenza l’intensità della circolazione oceanica

Se questa circolazione dell’Oceano Atlantico influenza il clima in Francia, sembra anche molto sensibile alle variazioni climatiche globali. Il riscaldamento che stiamo attualmente sperimentando sta effettivamente causando un massiccio scioglimento della calotta glaciale artica, rilasciando enormi masse di acqua dolce nel Nord Atlantico. Molti modelli climatici mettono quindi in guardia contro un improvviso cambiamento nella circolazione oceanica, sotto l’effetto di questo cambiamento nella salinità delle acque atlantiche. Un cambiamento in questa circolazione oceanica potrebbe quindi avere un forte impatto sul clima dell’emisfero settentrionale. Le conseguenze di un indebolimento o addirittura di un arresto della circolazione nell’Oceano Atlantico avrebbero infatti un forte impatto sulle condizioni di vita in questa regione. Uno scenario del genere potrebbe comportare in particolare un rapido innalzamento del livello del mare lungo la costa orientale del Nord America e un calo delle temperature in Europa, che danneggerebbe la nostra agricoltura. L’impatto potrebbe anche essere più globale, con meno pioggia nella foresta amazzonica e un cambiamento nel ciclo dei monsoni in Asia.

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Se la circolazione oceanica si interrompe nell’Atlantico, l’Europa potrebbe subire un calo delle temperature © justoomm, Sutterstock

Questo tipo di disturbo è già stato osservato in passato. 14.700 anni fa, un rapido e globale aumento della temperatura atmosferica avrebbe causato una pausa nella circolazione oceanica nell’Atlantico. Questo evento climatico è noto come riscaldamento di Bølling-Allerød e le sue conseguenze sulle cellule convettive oceaniche sono state modellate con successo.

Ma questa non è l’unica crisi climatica che la Terra ha vissuto negli ultimi 10.000 anni. La traccia di questi diversi episodi di riscaldamento è ben registrata nei ghiacci delle regioni polari, che sono considerati veri e propri archivi del clima terrestre. Tuttavia, l’attuale modello climatico non è stato in grado di simulare accuratamente questi vari eventi climatici recenti, portando a lacune nel modello.

Circolazione oceanica meno sensibile del previsto

Due scienziati si sono quindi concentrati sullo sviluppo di un nuovo modello di simulazione per tenere conto dell’evoluzione del clima negli ultimi 10.000 anni. I risultati sono pubblicati sulla rivista Cambiamento climatico della natura. In questo modello, gli scienziati hanno apportato modifiche, in particolare a livello dei fattori che si suppone siano all’origine del blocco della circolazione nell’Oceano Atlantico.

Mentre si pensava che i grandi flussi di acqua dolce dovuti al massiccio scioglimento del ghiaccio fossero responsabili della cessazione temporanea di questa circolazione oceanica durante queste crisi climatiche, Feng He e Peter Clark suggeriscono che le correnti oceaniche dell’Atlantico sarebbero meno sensibile di quanto si pensasse a questo afflusso di acqua dolce. Le loro simulazioni mostrano che, mantenendo una circolazione oceanica più o meno normale, i risultati del modello concordano con le osservazioni climatiche.

I risultati di questo studio suggeriscono che l’attuale riscaldamento globale avrebbe un impatto meno grave sulla circolazione atlantica di quanto previsto dai vecchi modelli evolutivi.

Proponendo una riduzione meno drammatica della circolazione nell’Oceano Atlantico, il nuovo modello sviluppato da He e Clark suggerisce che alcune delle conseguenze indirette del riscaldamento globale potrebbero essere meno gravi del previsto.

Tuttavia, gli scienziati sono ancora lontani dal padroneggiare tutti i parametri coinvolti e gli autori avvertono che si tratta solo di simulazioni, che devono essere interpretate con cautela. Perché gli scienziati non sono in grado, per il momento, di spiegare perché la circolazione dell’Oceano Atlantico si è interrotta durante alcune crisi passate e non in altre.

Una cosa è certa: il riscaldamento globale avrà un impatto sulla circolazione oceanica nell’Atlantico. La domanda è quanto sia intenso.

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