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Nel Loiret, Elisabeth Borne al capezzale dei contadini colpiti dalla siccità

Nel Loiret, Elisabeth Borne al capezzale dei contadini colpiti dalla siccità


PARIGI: Jean-Luc Mélenchon, che spera di diventare Primo Ministro ottenendo la maggioranza in Assemblea con l’alleanza di sinistra a giugno, vuole “smantellare il presidenzialismo” e porre fine al “solitario esercizio del potere di un solo uomo”, Emmanuel Macron, spiega Venerdì in Liberazione.

Il leader de La France insoumise, che ritiene che le elezioni legislative costituiscano “il terzo turno delle elezioni presidenziali”, ritiene possibile “uno sconvolgimento estremamente profondo”.

“Per la prima volta, a due mesi dalle elezioni presidenziali, sorgerebbe una convivenza, e in totale contraddizione politica con essa”, sottolinea in questo forum.

In caso di “fondamentale divergenza tra Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio”, “ho detto che il problema sarebbe stato portato all’Assemblea nazionale”, spiega.

Il tribuno Insoumis sottolinea che “un gruppo parlamentare può, mediante la procedura prevista dall’articolo 50-1 (della Costituzione), ottenere dal Presidente del Consiglio una dichiarazione sulla politica del suo governo in una determinata area o su una speciale domanda. Questa procedura non richiede una votazione, ma non ne vieta lo svolgimento”.

Inoltre, “un gruppo parlamentare può presentare una risoluzione al voto e nulla gli impedisce di relazionarsi sull’argomento della controversia nell’esecutivo”, tra il presidente e il presidente del Consiglio.

“Ai miei occhi, questa è una riparlamentarizzazione radicale dell’esercizio del potere politico in Francia”, insiste Mélenchon, che la vede come “una tappa essenziale nello smantellamento del presidenzialismo”.

Sottolinea che nell’ambito del programma condiviso di governo della Nuova Unione Popolare Ecologica e Sociale (Nupes), tra LFI, EELV, PS, PCF e Generazioni, i disaccordi programmatici tra le organizzazioni firmatarie, che “rappresentano solo 5 % del totale delle 650 proposte”, “sarà liquidata dal voto dei parlamentari”.

«La credibilità e la stabilità di governo appaiono tanto chiaramente garantite come si afferma la preminenza del dibattito e della decisione dei parlamentari», si vanta, giudicando che «un simile modo di agire seguirebbe una lunga fase di spettacolarmente solitario esercizio di uno- forza dell’uomo”.



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