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L’antico ”primo” Tempio di Gerusalemme, tra mito e teologia?!


Questa nota si basa su un interessante studio di Fabio Forza e Corinne Bonnet dal quale emerge che sia l’analisi esegetica che l’archeologia suggeriscono una datazione molto più recente del suddetto Tempio.

La loro analisi pragmatica sembra abbastanza convincente.


Il “primo tempio” di Gerusalemme, costruito dal re Salomone, secondo la Bibbia, è “congelato nell’immaginario collettivo, da un lato per l’assenza di qualsiasi attestazione archeologica e, dall’altro, per l’eco di testi che lo idealizzano. » (1). Secondo un calcolo basato sui testi biblici, questa costruzione sarebbe stata quindi eseguita intorno all’anno 950 a.C. JC. Secondo la stessa fonte, il secondo Tempio sarebbe stato ricostruito verso 525 a.C. JC (nota: il periodo persiano post-esilio va dal 540 al 330 a.C.)

Il teologo Thomas Römer sostiene che “Il racconto biblico di Salomone non risale al X secolo, ma riflette principalmente il contesto dell’era neoassira” (2) p. 412


Image = Rendering ipotetico del “primo tempio” di Gerusalemme : visione dall’esterno (da Busink, 1970: pl. 47) – Fonte: Articolo Palethnologie “ Il tempio di Gerusalemme tra ”teologia” e archeologia ” di Fabio Porzia e Corinne Bonnet – http://journals.openedition.org/palethnologie/docanexe/image/290/img-2.jpg

Due elementi principali militano a favore di una datazione molto più recente di quella biblica:

>> Un ”recente” stile palazzo, di tipo achemenide

Gli autori sottolineano che “Il testo biblico perpetua il modello mediorientale del re costruttore e la tipica dualità tra byt di te e byt della divinità. » (byt = casa = palazzo del re / santuario di dio). Ne parliamo in 2Samuel / 1Kings 5 ​​/ 1Kings 7.

La Bibbia dice che il palazzo era “una casa di cedro”, mentre il santuario di Dio non era ancora stato costruito:

Quando il re abitò nella sua casa e il Signore gli ebbe dato riposo, dopo averlo liberato da tutti i nemici che lo circondavano, disse al profeta Natan: Ecco! Io abito in una casa di cedro e l’arca di Dio abita in mezzo a una tenda. (2Samuele: 1-2) Ciò che il Signore conferma: Vai a dirlo al mio servitore Davide: Così dice il Signore: Mi costruiresti una casa per fare la mia casa ? Ma Non ho abitato in una casa da quando ho fatto uscire i figli d’Israele dall’Egitto fino ad oggi ; Ho viaggiato in una tenda e in un tabernacolo. (2Samuele: 5-6)

“Ora, da un lato, suggeriscono considerazioni esegetiche e storiche uno scritto del periodo persiano per questi testidall’altro, (…) il testo che ci interessa mescola due distinte tradizioni architettoniche: un modello nord-siriano “senza tempo” (dal XVII secolo a.C.) per il tempio e un modello achemenide per il palazzo. » (1) Quest’ultimo tipo di palazzo è proprio databile tra il VI e il V secolo a.C. JC lato persiano.

Inoltre, anche alcune parti importanti della Bibbia che evocano la trascendenza divina sarebbero molto tardi: una concezione del divino legata all’esilioe una teologia postmonarchica, progettato dopo la distruzione del tempio da parte dei babilonesi, nel 586 a.C. JC. La scrittura di 2Samuele in realtà evoca piuttosto il periodo dell’esilio in Babilonia, perché “la concezione della divinità non è più basata sulla binomio Dio/Re ma su un confronto tra Dio e il suo popolo. Così, “la divinità si libera sviluppando un maggiore trascendenza. » (1)

Nella stessa direzione va l’analisi di Thomas Römer: “Durante la prima parte del periodo persiano, i libri che costituiscono la storia deuteronomista furono rivisti con lo scopo di integrare i nuovi fatti dell’integrazione di Giuda nell’impero persiano. Si tratta, per gli ultimi scrittori di questa storia, di mostrare come l’esilio si sia trasformato in diaspora, e che d’ora in poi è possibile immaginare un’esistenza giudea separata dalla patria. » (2) p. 417


Immagine = Riproduzione di davanti del Tell Arad ostracon, recante il citarealla fine (riga 9) byt yhwh, casa/tempio di YHWH (da Aharoni, 1981: 35) – Fonte: https://journals.openedition.org/palethnologie/docanexe/image/290/img-4.jpg

>> Le condizioni pratiche necessarie molto più tardi

Fabio Porzia e Corinne Bonnet sottolineano nel loro Studio che il condizioni economico-politiche consentire la costruzione di un tale complesso palazzo-tempio potrebbe essere esistito nel regno settentrionale intorno al IX secolo, mentre per il regno meridionale e Gerusalemme, sarebbe stato necessario attendere il periodo ellenistico (da 350 a.C. JC ca) (…nonostante i clamorosi annunci di ”scoperta” dell’antico Palazzo del David da parte di Eilat Mazar).

Si noti che diversi falsi segnalati a byt yhwh (Santuario di Yahweh). Tuttavia, gli autori dello studio sottolineano che “L’unica iscrizione autentica è ostracon 18 (recto, riga 9) da Tel Araddalla metà di VIII secoloma né il contesto né l’ubicazione di questo luogo di culto sono specificati. » (1) Tel Arad si trova tra Hebron e Dimona. Si noti inoltre che al momento di questo “”byt yhwh” da Tel Arad “, sono già stati menzionati diversi YHWH” YHWH di Samaria », « YHWH di Teman molto più tardi, è vero, della “terra di Shasous di YHW3 » da un elenco di Amenophis III (= Soleb in Sudan, intorno al 1370 aC).

Nota JPCiron: Le parole che si riferiscono a Yahweh sotto Amenhotep III (c. 1370) e Ramesse II (c. 1250) sembrano riferirsi a Yahweh, ma potrebbero benissimo corrispondere a un’altra divinità con un nome simile. Divinità che non sarebbe necessariamente associata agli israeliti.

Quindi, è risaputo che Friedrich Delitzsch era convinto dell’origine accadica di Yahweh. La sua lettura di tavolette risalenti al tempo di Sin-Mullabit, padre di Hammurabi (verso 1740 a.C. JCtanti secoli prima che Mosè conoscesse YHWH), gli ha fatto identificare le parole lette ”io” (pronunciato dove ) a YHWH. Questo gli fu fermamente rimproverato. In effetti, la nostra lettura del Nome Divino associato a un cognome non significa necessariamente che l’individuo che porta questo cognome sia giudeo o israelita! Dobbiamo quindi evitare questo pregiudizio attribuito a Delitzsch perché qualsiasi nome antico che sembri corrispondere a YHWH non è necessariamente legato agli israelitiS.

Oltretutto, un culto per YHWH esisteva tra le popolazioni non israelite, molto prima che alcuni israeliti adottassero questo dio. Almeno questo è ciò che ci dice la Bibbia.

Infinela Bibbia ci dice che la ”casa di Dio” fu costruita dopo la ”casa del re” che nella Bibbia viene descritta come caratteristico stile achemenide… La datazione mitica dell’erezione del ”primo ”Il tempio all’inizio del primo millennio aC mi sembra reggersi in piedi solo dalla volontà di crederci…

Thomas Römer, dal canto suo, evoca la possibilità che “la casa che Salomone costruisce o ristruttura sia prima di tutto una casa per Shamash [dieu solaire], in cui vi era una specie di cappella laterale, un secondo debir, per Yhwh. L’idea di una venerazione congiunta di un dio del sole e di un dio della tempesta trova sostegno nell’iconografia, non solo nel sud ma anche in diverse stele della Siria settentrionale e dell’Anatolia, dove vediamo il dio della tempesta con i suoi attributi e sopra di lui il disco solare. » (2) p. 412

Inoltre, l’Eterno stesso “comanda” a Davide la costruzione di la sua prima ”casa”‘ a partire dal Esodo dall’Egitto. Poiché quest’ultimo elemento è chiaramente un mito, sarei tentato di incorporare anche gli altri due elementi di cui sopra nella narrativa mitica.

“Politica e teologia, nel caso di Israele, rischiano spesso di intrecciarsi e di confondersi. » Mentre l’archeologia deve essere libera e liberata da ogni giudizio di ordine teologico.(1)

JP Ferro

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(Traduzioni della Bibbia: Louis Segond 1910)

.. (1) – Studio di Paletnologia” Il tempio di Gerusalemme tra ”teologia” e archeologia ” di Fabio Porzia e Corinne Bonnet – 2017 – (CC BY-NC-ND 4.0)l – https://journals.openedition.org/palethnology/290

Porzia F., Bonnet C., 2017 – Il tempio di Gerusalemme tra “teologia” e archeologia: quali questioni, quale dialogo?, in Boissinot P. (dir.), Archeologia e scienze sociali, Université Toulouse Jean Jaurès, P@lethnologie , 9, 32-52.

.. (2) – Sfondi biblici – ” YHWH: le sue origini, i suoi culti, la sua trasformazione in un unico dio » Corso tenuto dal Professor Thomas RÖMER, teologo.

https://www.college-de-france.fr/media/thomas-romer/UPL6379713332778425502_ro__mer.pdf


Su questa stele (intorno al 750 aC), notiamo il simbolo solare Associato a dio della tempesta. – Museo del Louvre – (foto JPCiron) Lo ricordiamo il dio YHWH ”soppiantato” il dio della tempesta levantina BAAL. – (La forma curva di questa stele è piuttosto siro-levantina, ma la sua rappresentazione testimonia un’eredità siro-ittita. Lo stile risulta da un adattamento dell’arte Assiro)

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