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GRANO, MEMORIA E FUTURO: L'AGRICOLTURA BIOLOGICA DI AGRIFREE IN UN PARTECIPATO INCONTRO A PORTO VIRO

GRANO, MEMORIA E FUTURO: L'AGRICOLTURA BIOLOGICA DI AGRIFREE IN UN PARTECIPATO INCONTRO A PORTO VIRO



All’interno del salone il grano passa di mano in mano, dal passato al futuro, e con un florido presente. Molti aspetti del riuscito incontro “I sapori d’la Mea”, organizzato domenica scorsa allo stabilimento Agrifree di Porto Viro, rimandano a questo binomio inscindibile: dall’austero capannone di via Ca’ Pesara, ristrutturato dalla famiglia Fregnan dopo essere stato nei decenni l’abitazione dei custodi e la scuola della matriarca, quindi magazzino e ora sala congressi; al testimone passato attraverso le generazioni, dal bisnonno Silvio al nonno Renzo, dal padre Marco alla giovane Giorgia lanciata verso le produzioni 100% biologiche, in consorzi con i mulini, i pastifici e le panetterie del Polesine. A celebrare l’azienda, sempre più vocata al femminile e alla gioventù («la new economy del cibo», è stata definita) anche la sindaca di Porto Viro, Maura Veronese: «I Fregnan hanno le idee chiare – esordisce – e nemmeno io credevo ne uscisse una cosa così bella, che valorizza il territorio». Veronese ripete il leitmotiv: «Qui si pratica un’agricoltura che guarda al futuro, tornando un po’ al passato, e inizia una filiera gestita da ragazzi giovani, vanto per tutto il Delta del Po».

È proprio Giorgia Fregnan a delineare i caratteri del suo impegno: «Dopo che mio padre ha modernizzato gli impianti, l’impresa è passata a me e a mio cognato Nicola Crepaldi, che da due anni abbiamo imboccato la strada del biologico sfruttando la naturale produttività dei terreni. Coltiviamo cereali a km zero, per la macina ci serviamo di un mulino a pietra nel Delta ferrarese, anche quello 100% biologico». E poi la pasta, e il pane: anche Nicola Finotti è giovanissimo, ha 22 anni e da tre lavora nel panificio di famiglia. «Quella di Agrifree – spiega – è una farina versatile, adatta sia al pane che alla pizza, ai grissini e alle torte casalinghe. Il prossimo anno abbiamo anche intenzione di insegnare l’arte del pane attraverso corsi di formazione direttamente in panificio».

Il convegno “I sapori d’la Mea” è stato voluto proprio da Marco Fregnan e da Andrea Finotti, titolari delle rispettive aziende: un’affluenza inattesa, con qualche centinaio di persone interessate ai vari aspetti della produzione. Non ultimi i collaboratori, come la ristorazione di Zafferano che impiega la farina di Agrifree. «La svolta è avvenuta quattro o cinque anni fa – racconta Marco Fregnan – quando mio padre Renzo ha lasciato la piccola azienda, e ci siamo chiesti se convertirla al biologico. Allora sono state individuate le colture adatte al territorio, con le prime prove di macinazione e pastificazione: di qui la selezione dei grani e dei partner, la ricerca di un certificato e il mantenimento della catena biologica grazie ai mille consigli di Adriano Bersani e di Andrea Finotti». Nasce così una linea di prodotti non lasciata al caso, ma frutto di programmazione e tesa al mangiar sano.

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