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Anche in agricoltura l’IA sta preparando la sua rivoluzione


L’agricoltura è uno degli esempi più concreti di IA “pratica” e potrebbe alimentare le prime aziende agricole autonome al 100% prima del 2030.

Nel mondo rurale, John Deere è uno dei nomi più conosciuti grazie ai suoi trattori, mietitrebbie e altre attrezzature agricole che sono onnipresenti nelle campagne. Il marchio si distingue per il suo riconoscibile colore verde tra mille, ma anche per le prestazioni delle sue macchine che da due secoli prestano con orgoglio servizi agli operatori.

Ma come tutti i produttori di apparecchiature specializzate, il lavoro degli ingegneri John Deere si è evoluto notevolmente negli ultimi decenni. I suoi prodotti, infatti, sono andati ben oltre lo stadio delle “semplici” macchine agricole; oggi sono veri e propri gioielli di ingegneria meccanica, ma anche software, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale.

L’azienda è anche uno dei precursori a questo livello. Nel novembre 1999 l’azienda ha acquisito NavCom Technology, una start-up specializzata nella navigazione satellitare. L’obiettivo: sviluppare un proprio sistema di guida satellitare per le proprie macchine agricole. È riuscita a sviluppare un sistema preciso entro pochi centimetri.

Una nuova generazione di macchine agricole ultra-tecnologiche

E se questa associazione vi sembra assurda, è stata una vera rivelazione per John Deere. Il concept non era perfetto, ma ha avuto l’effetto di una scossa elettrica sullo staff del brand, che ne ha subito fatto una delle sue priorità assolute. In pochi anni ha cambiato la sua intera tabella di marcia per avviare un’importante transizione che avrebbe portato le sue macchine in una nuova dimensione.

Una filosofia che ha catturato l’attenzione di alcuni attori prestigiosi. Tanto che nel 2018 anche JD associato al leggendario Jet Propulsion Laboratory della NASA, a cui dobbiamo il primo sistema GPS al mondo! Insieme hanno sviluppato un sistema che consente il controllo e il monitoraggio a distanza di una macchina con una vista satellitare dal vivo, il tutto con una precisione formidabile e arricchito da una grande quantità di dati utilizzabili in tempo reale.

Una piccola rivoluzione che ha posto le basi per a “nuova era” basato su macchine autonome all’avanguardia della tecnologia. In ogni caso, è quanto emerge da un’intervista a Jorge Heraud, Vice President of Automation di John Deere, di TheNextWeb. Descrive una filosofia basata su routine automatizzate al servizio dell’agricoltura di precisione, ottimizzata a tutti i livelli grazie all’intelligenza artificiale.

Agricoltura e AI, un matrimonio che ha senso

Alla fine, queste macchine saranno in grado di gestire quasi tutto questo lavoro senza l’intervento umano. Questo è ovviamente un enorme risparmio di tempo. Questo approccio basato sull’intelligenza artificiale consentirà inoltre alle macchine di determinare con formidabile precisione la data ideale per la semina o la raccolta di un particolare appezzamento per ottimizzarne la resa a lungo termine.

E non si tratta solo di quantità. C’è anche una dimensione qualitativa di cui tenere conto. Le macchine sono già in grado di svolgere alcuni di questi compiti con una precisione impressionante, ben oltre ciò che i limiti di tempo di un agricoltore gli consentono di ottenere con una macchina tradizionale.

Consentiranno di ottimizzare la resa di ogni appezzamento fornendo loro un trattamento su misura. Potranno inoltre tenere conto del ceppo coltivato, dell’ubicazione del campo e di qualsiasi altro parametro ambientale esterno come la presenza di parassiti o specie invasive.

Alcuni produttori stanno già lavorando su sistemi in grado di identificare e quindi sbarazzarsi di piante o insetti indesiderati in modo selettivo e in tempo reale con un sistema di intelligenza artificiale simile al riconoscimento facciale. Un’IA di questo tipo consentirebbe anche a queste macchine di erogare prodotti fitosanitari con precisione chirurgica. Ciò consentirebbe l’uso di dosi microscopiche per massimizzare l’efficacia riducendo al minimo l’impatto ambientale.

E questi sono solo alcuni esempi isolati. Questa è già una vera rivoluzione rispetto all’agricoltura di qualche decennio fa, e tutto indica che questo folgorante progresso continuerà ancora di più. E questa è una buona notizia, perché la posta in gioco è alta.

La situazione alimentare sta cambiando e l’industria deve tenere il passo

Tutti sono consapevoli del fatto che la gestione delle risorse alimentari è un fattore determinante per il futuro dell’umanità. Tuttavia, queste risorse sono direttamente minacciate dall’aumento della popolazione, dall’impatto dell’uomo sul suo ambiente, nonché dal riscaldamento globale e dalle sue conseguenze.

La popolazione aumenta visibilmente, lo spazio disponibile si scioglie come neve al sole; allo stesso tempo, sempre più terreni precedentemente seminativi stanno diventando inutilizzabili a causa del riscaldamento globale. È quindi urgente ottimizzare la produzione nei minimi dettagli.

E non c’è dubbio che le macchine saranno alleate molto importanti per supportare gli agricoltori in questa trasformazione di questo settore che spesso non premia il loro lavoro al giusto valore. Non è quindi un caso che decine di altre aziende come Ecorobotics, Naio Technologies o Agrobot abbiano già investito in questo segmento.

Un’IA “pratica” al servizio degli agricoltori e dell’umanità

Alla fine, quindi, vedremo fiorire fattorie completamente autonome, poiché ce ne sono già molte nella fantascienza. E sulla base dell’intervista a TNW, sembra che il futuro sia molto più vicino di quanto pensiamo. Heraud afferma senza esitazione che le fattorie automatiche al 100% del futuro”arriverà entro la fine del decennio”.

In ogni caso, questa intervista è anche un buon esempio del fatto che l’intelligenza artificiale non lo è non solo una disciplina nebulosa e astratta riservata ai piccoli geni in camice bianco. È anche un ottimo strumento che può aiutare l’umanità ad affrontare in modo molto efficace alcuni problemi secolari. Non stiamo parlando di ricerca fondamentale qui, ma di un versante che non possiamo più”la pratica” e un’IA già relativamente matura che un giorno verrà utilizzata per nutrire l’umanità, né più né meno.

Non ci resta che attendere il 2030 per vedere se la previsione di Heraud si realizzerà. Ma quello che è certo è che per allora probabilmente vedremo nuovi colossi di “IA pratica”, e presumibilmente in un futuro relativamente prossimo. Il futuro di questa disciplina si preannuncia decisamente affascinante.



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